In questo equinozio d’autunno 2008 vogliamo rievocare la nascita del nostro Museo,

del quale ricorre quest’anno il 70° anniversario dalla fondazione, attraverso i ricordi del

Comandante Giuseppe Ferrari, figlio del Fondatore,

supportati dai documenti originali conservati nel Museo.

 

Gio Bono Ferrari, superate le difficoltà burocratiche per pubblicare il suo primo volume, “La Città dei mille bianchi velieri – Camogli”, che resta il più bel monumento della nostra Città, di cui è diventato il simbolo, comincia a pensare alla necessità di salvare i ricordi tangibili del glorioso patrimonio marinaro di Camogli dei secoli XVIII e XIX, che si trovano in quasi tutte le case della città, e durante i viaggi giornalieri in treno da Camogli a Genova, dove si reca per svolgere il proprio lavoro di perito cerealicolo, ne parla a lungo con G.B. Bozzo, fratello del Podestà Giuseppe Bozzo, e così nasce l’idea di costituire un Museo Marinaro, dedicato strettamente alla storia della Città.

All’inizio del 1936 l’idea prende corpo e, stimolato dai fratelli Bozzo, invita la cittadinanza, con un pressante “passaparola”, a non disperdere in alcun modo i ricordi che si trovano nelle loro case, proponendo di donare tutto alla loro Città, per essere conservato in un Museo Marinaro che si impegna a far sorgere.

“L’invito è raccolto dai più, perché buona l’idea e stimato l’uomo che la propone tanto da diventare egli stesso valida garanzia di certa realizzazione” scrive l’avvocato G.B. Roberto Figari nell’opuscolo, stampato nel 1977, che rievoca la vita e l’opera di Gio Bono Ferrari.

Numerosi quadri, fotografie, strumenti nautici, documenti di ogni genere cominciano a giungere alla casa di Gio Bono, che raccoglie e cataloga tutto nella vasta cantina situata sotto la sua villa di via G. Bettolo. Spesso è il figlio Giuseppe, studente dell’Istituto Nautico, a recarsi nelle case dei concittadini per ritirare quadri e modelli, dimenticati nelle polverose cantine e soffitte della Città.

 

Tutto ciò che viene donato deve essere spolverato, ripulito, i vetri dei quadri lavati o sostituiti, le cornici ricondizionate e dorate.

A questo provvede il maestro d’ascia “Bersani del Boschetto” detto “Parmetta”, che, amico della famiglia Ferrari, ha preso a cuore l’iniziativa di Gio Bono.

I modelli invece, che necessitano di maggior spazio per essere ricondizionati, vengono trasportati all’ultimo piano del Palazzo del Municipio, in alcune stanze messe a disposizione dal podestà Giuseppe Bozzo, favorevole e partecipe all’iniziativa, dove i “fratelli Pace”, abili modellisti, installano un piccolo laboratorio per sistemare i modelli che vengono donati, che sono spesso in cattive condizioni.

Ormai l’idea del Museo Marinaro è lanciata; in città si è creato un notevole interesse e un’aspettativa che non può essere disattesa. Occorre quindi trovare una sede per il costituendo Museo che Gio Bono ha individuato nel ridotto del Teatro Sociale.

Essendo “palchettista” partecipa attivamente alle assemblee dei soci, e per la sua capacità sia di scrivere che di esprimersi in maniera chiara e convincente, redige spesso i verbali e interviene brillantemente nel corso delle sedute.

Facendosi forza di questa sua posizione e dell’amichevole stima che gode presso il Presidente del Teatro Sociale, l’Avvocato Luigi Paolo Cichero, che era anche vice podestà, ottiene l’autorizzazione a utilizzare quali sale espositive del Museo, i locali del ridotto del Teatro.

 

La consegna dei locali si concretizza con una Deliberazione podestarile del 16 marzo 1937 che stabilisce di “affidare la raccolta, l’impianto, l’organizzazione e la custodia ai sigg. Ferrari Gio Bono fu Giuseppe e Avv. Cichero Luigi Paolo fu Andrea che hanno a tal fine offerta l’opera loro gratuita e attribuire a detta raccolta la denominazione di Museo Marinaro Municipale”

Il progetto si consolida rapidamente; l’ingresso viene individuato nella porta che si trova sul lato mare del Teatro, su via Bettolo, che viene abbellita con stipiti marmorei, nello stile dei tempi, mentre su un lato viene posta una targa in marmo bianco con la scritta MUSEO MARINARO.

Il ridotto consiste in una saletta d’ingresso, che si raggiunge salendo pochi gradini, una grande sala centrale e un’altra saletta simile a quella d’ingresso, tutte in comunicazione tra loro. Nella prima saletta vengono esposti i quadri dei velieri di Camogli, nella sala maggiore, al centro della quale si trova un grande tavolo coperto da un drappo di damasco rosso, viene esposto lo splendido modello del brigantino “MOU”, mentre su alzate laterali vengono sistemati i modelli più piccoli e strumenti nautici; alle pareti quadri, fotografie e bacheche con documenti rari di carattere marinaro. In alto, sulla parete principale, di fronte ai tre finestroni, campeggia la scritta “NAVIGARE NECESSET EST”, eseguita con maglie di catena saldate.

Nell’ultima sala, Gio Bono Ferrari, che è un ammiratore dei pittori del ‘900 ligure, molti dei quali sono anche suoi amici, espone alcune opere di pittori contemporanei, Pergola, Ferrari, De Strobel, Bentivoglio, destinate a costituire il nucleo di una “GALLERIA D’ARTE MODERNA”, voluta dall’Amministrazione Comunale del tempo, ma in seguito purtroppo abbandonata.

Alcuni quadri di questa raccolta sono esposti nel Museo Marinaro e altri nel Palazzo del Comune.

Tutto il lavoro è completato il 22 luglio 1938, come si evince da una nota apposta sul catalogo del Museo: “Sia noto che oggi, venerdì 22 luglio 1938 si è terminato il trasporto nei locali del Museo di tutto il materiale, quadri, sestanti, bussole, modelli di navi ecct., che da anni andavo raccogliendo da benemeriti Donatori Camogliesi che depositavo in casa mia, ove il tutto fu ordinato, riparato e classificato. Rimane a mie mani il modello della tonnara perché troppo voluminoso per essere esposto. In fede: Gio Bono Ferrari.

L’inaugurazione del Museo Marinaro Municipale Camogliese avviene domenica 24 luglio 1938.

 

 

I reperti esposti erano 260.

Alla morte di Gio Bono Ferrari, il 26 ottobre 1942, l’ingegner Mario Casabona assume la direzione interinale che mantiene sino alla sua scomparsa, il 24 marzo 1964.

Nel 1943, a seguito dell’andamento degli eventi bellici, tutti i reperti esposti nel Museo, al fine di evitarne la dispersione, vengono imballati e sistemati all’ultimo piano del palazzo sito in Piazza Schiaffino, di proprietà dell’ospedale, sede al pianterreno dell’Ufficio Postale.

Continuano però le donazioni, in quanto sul catalogo sono registrati nuovi oggetti e documenti, sino al 1946, raggiungendo il numero di 499 unità.

 

Solo nel 1970 il materiale accatastato nel palazzo di Piazza Schiaffino viene portato nell’attuale sede, dove il nuovo Direttore, Cap. L.C. Attilio Bertolotto, nominato nel 1971, provvede al riordino e alla sistemazione nelle sale del nuovo Museo, che assume la denominazione di CIVICO MUSEO MARINARO “GIO BONO FERRARI”.

Il Cap. Bertolotto dà inizio inoltre a una collana di opuscoli di carattere storico-marinaro, denominata “I Quaderni del Museo”, con mezzi limitati (gli opuscoli venivano battuti a macchina e poi ciclostilati) ma di notevole successo.

E’ bello rilevare come nel lungo periodo di abbandono nessun pezzo del Museo sia andato perduto; infatti la numerazione sul catalogo riprende, con il Cap. Bertolotto, dal numero 500.

Nell’aprile del 1973 viene nominato Direttore il Cap. L.C. Pro Schiaffino che continua e amplia l’opera di sistemazione e riordino del Museo, curando inoltre con particolare impegno la collana de “I Quaderni del Museo” che diventano veri e propri volumi, di grande interesse e successo.

Attualmente i quaderni pubblicati sono 14.

 

 

 

L’8 giugno 2007, a seguito delle dimissioni del Cap. Pro Schiaffino, viene nominato Direttore il Cap. L.C. Bruno Sacella mentre al Cap. Pro Schiaffino è assegnato il titolo di “Direttore Emerito per il prestigio e la fama che ha fatto acquistare al Museo Marinaro con la sua professionalità, esperienza e dedizione nello svolgimento della propria attività di durata ultratrentennale”.

Attualmente i reperti catalogati sono 1992.

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------