EQUINOZIO DI PRIMAVERA 2009

L’ECCEZIONALE IMPRESA DEL VELIERO FORTUNATO FIGARI

L’impresa del  Fortunto Figari, un veliero camoglino, armato a nave, al comando del Capitano Gian Battista Schiaffino detto “Rocchetto” di Camogli , resterà per sempre unica, nella straordinaria e affascinante storia che ha come protagonisti l’Uomo e il Mare.

Siamo nello Stretto di Bass, che separa la costa meridionale dell’Australia dall’Isola di Tasmania, un tratto di mare dove si trovano concentrate tutte le peggiori insidie che minacciano le rotte dei naviganti: rocce semisommerse, bassi fondali, forti correnti, nebbie, burrasche di vento fortissimo e gelido che giungono direttamente dall’Antartide.

Lo Stretto di Bass, tra l'Australia e la Tasmania

Siamo nei terribili “40° ruggenti”, temuti dai naviganti dei velieri di un tempo, ma ben noti anche ai velisti di oggi che, pur muniti degli eccezionali supporti della tecnica moderna, non sempre riescono a sottrarsi senza danni alla loro straordinaria violenza.

Questa denominazione, “roaring forties”, indica la zona intorno ai 40° di latitudine Sud, dove le perturbazioni si susseguono quasi ininterrottamente per buona parte dell’anno, con violenti venti di burrasca.

Protagonisti della nostra storia sono il veliero in ferro Fortunato Figari, armato a nave,di 2.204 tonnellate di stazza lorda, con una lunghezza di 88 metri, costruito nel 1883 nel Cantiere Oswald Mordaunt di Southampton, acquistato dai Fratelli Figari di Camogli nel 1898 per essere destinato alle rotte del Pacifico, al comando del capitano G.B. Schiaffino e il piroscafo Coogee  di 762 tonnellate di stazza lorda, con una lunghezza di 75 metri, costruito nel 1887 nel cantiere JLT Thompson & Sons di Sunderland, acquistato dalla Huddard Parker Co., Compartimento Marittimo di Melbourne, per essere adibito alla linea postale tra Melbourne e Launceston in Tasmania, al comando del capitano Carrington.

il piroscafo Coogee

Il Fortunato Figari era salpato da Melbourne il 20 dicembre 1903, diretto a Newcastle, a nord di Sydney, ma a causa di venti deboli e contrari si trovava ancora nelle pericolose acque dello Stretto di Bass, quando nella notte di Natale, con nebbia fitta, entrò in collisione con il piroscafo Coogee, salpato la vigilia di Natale dal porto di Launceston, diretto a Melbourne, con 160 passeggeri a bordo.

L’urto fu tremendo e il poderoso bompresso d’acciaio del Fortunato Figari devastò la maggior parte delle sovrastrutture del Coogee, distruggendo completamente il ponte di comando e le lance di salvataggio, abbattendo la ciminiera e gli alberi del piroscafo.

Purtroppo, nell’inferno di lamiere schiantate  del ponte di comando persero la vita il Comandante del piroscafo, Capt. Carrington e il timoniere Frank Golly, mentre il 2° Ufficiale Arthur Durant riportò gravi ferite.

Uno dei più celebri ed eleganti postali australiani dell’epoca fu ridotto, in pochi minuti, in un ammasso di rottami contorti.

Il Fortunato Figari rimorchia il Coogee.

Il quadro è conservato nel Museo Marinaro

Le caldaie, a tiraggio naturale, si spensero per la caduta della ciminiera e il piroscafo rimase completamente privo di ogni possibilità di propulsione e governo, immerso nell’oscurità della notte, avvolto dalla nebbia.  Incontrollabile divenne il panico tra i 160 passeggeri e l’equipaggio, frastornati dall’urto,privi di ordini, in mezzo alle lamiere contorte e assordati dal sibilo del vapore che fuoriusciva dai tubi tranciati.

Anche il Fortunato Figari riportò seri danni; la prua del piroscafo australiano che lo aveva investito,  aveva prodotto una larga falla nella zona prodiera  e il bompresso risultava gravemente danneggiato, ma il mare calmo e la buona tenuta della paratia stagna di prora evitarono il pericolo di affondamento.

Capitan Schiaffino, resosi conto che la sua nave non correva immediato pericolo, si prodigò nel salvataggio del piroscafo, carico di passeggeri; con una lancia inviò sul Coogee lo scrivano, Cap. Elia Schiaffino, con un robusto cavo per provvedere al rimorchio e assumerne il comando. Quindi fece vela per rientrare a Melbourne e il vento, che per più giorni era stato contrario, divenne naturalmente favorevole.

        Gio Bono Ferrari, nel libro “La Città dei mille bianchi velieri” così riferisce l’avvenimento:

 

“Durante un viaggio all’Australia, 1904/1905, trovandosi la nave sulle coste della Tasmania, in un giorno di densa foschia veniva investita dal vapore inglese “Conjee”. Nella collisione perdevano la vita il Capitano e l’Ufficiale inglese del vapore. Su detto piroscafo, gravemente avariato e ormai privo di comando, si trovavano 160 passeggeri inglesi che da Tasmania si dirigevano in continente.

Capitan Schiaffino non volle abbandonare al suo destino quelle 160 persone . Sebbene la sua nave fosse gravemente danneggiata, il camogliese tentò nobilmente il salvataggio e fatto calare un grosso cavo verso il vapore ormai sbandato,lo prese a rimorchio e lentamente proseguì la difficile e pericolosa navigazione. La navigazione proseguì per vari giorni fra difficoltà; ma a tutto rimediò la tenacia del Capitano e del suo equipaggio composto di camogliesi. E così un buon mattino la vedetta del porto di Melbourne vide avanzarsi verso il porto un grande veliero battente bandiera italiana con a rimorchio un più grosso vapore tutto sbandato e pullulante di passeggeri. Caso forse unico nella storia marinaresca: quello di un barco che salva un vapore.

La Camera di Commercio australiana votò la cittadinanza onoraria al valoroso Capitano Schiaffino e il Governo Inglese lo  condecorò della Medaglia d’Argento al Valore.”

 

Il Fortunato Figari ormeggiato a Melbourne dopo la collisione

La fotografia è conservata nel Mueso

Nel pomeriggio del 26 dicembre, con l’ausilio dei rimorchiatori portuali, il Coogee attraccò a Melbourne, nell’usuale posto d’ormeggio, al Pier n° 4 sul Yarra River e passeggeri ed equipaggio poterono finalmente sbarcare , mentre il 2° Ufficiale, prontamente ricoverato in ospedale, riuscì a salvarsi, nonostante le gravi ferite riportate nella collisione.

L’avvenimento ebbe grande rilievo negli ambienti marittimi e sulla stampa cittadina ed è giunto sino a noi il titolo di un giornale locale: “il Coogee sembra più una chiatta che trasporta rottami che un elegante piroscafo postale” 

L’armatore del Coogee non volle però riconoscere il compenso richiesto e dovuto all’armatore Figari per il salvataggio effettuato; la questione si trascinò per lungo tempo e venne infine affidata alla Corte dei Lloyd’s di Londra la quale riconobbe la completa responsabilità del Comandante  del Coogee per non aver ridotto sufficientemente la velocità, in condizioni di visibilità pressoché nulle e per non aver emesso i prescritti segnali acustici con il fischio di bordo.  Biasimò anche duramente il comportamento di molti membri dell’equipaggio del piroscafo per l’insufficiente collaborazione al salvataggio e la mancata assistenza ai passeggeri.

La Corte riconobbe all’armatore Figari una ricompensa di 1.200 sterline per il salvataggio e il Presidente,  nell’accomiatarsi dal Capitano camogliese G.B. Schiaffino, gli disse: “Voi dovreste essere nato in Inghilterra”.  Certamente il miglior elogio ad un Capitano straniero mai espresso da un tribunale inglese.

Il piroscafofo Coogee ormeggiato a Melbourne dopo la collisione

Gli armatori Figari, al termine vittorioso della lunga controversia, ribattezzarono la nave col nome VITTORIA e con il nuovo nome il veliero navigò ancora a lungo sulle rotte del Pacifico.

Nell’inverno del 1909, doppiando Capo Horn, subì gravi avarie e, pur parzialmente disalberato, raggiunse di rilascio il porto di Montevideo dove, ormai inutilizzabile, fu venduto come pontone.

 Questa è una storia di coraggio, capacità nautica, intelligenza, intraprendenza ma soprattutto è una storia di solidarietà, la dote che accomuna gli uomini di mare di ogni nazionalità, su tutti i mari del mondo.

 Nota: Esistono varie discrepanze sulla data e sugli orari dell’avvenimento,  ma dagli atti della Corte di Londra risulta che la collisione avvenne alle ore 03.45 a.m. del 25 dicembre 1903 e che il Coogee ormeggiò al Pier n° 4 di Melbourne nel pomeriggio del 26 dicembre.

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