EQUINOZIO DI PRIMAVERA - 20 marzo 2013

THE SEA PAINTERS –  PITTORI DI NAVI

 

Giovanni Luzzo: "Ugo Bassi"

 

La splendida quadreria del nostro Museo presenta 174 “ritratti di navi”, dipinti  sia da pittori di fama nazionale e internazionale sia  da semplici marinai o da pittori dilettanti che non hanno  firmato il loro lavoro, neppure ove si  tratti  di quadri di buona fattura e di notevole impatto emotivo e cromatico.

I velieri settecenteschi e ottocenteschi rappresentavano, al pari dei grandi transatlantici varati ai giorni nostri, la conclusione di un percorso complesso dal punto di vista tecnico ed economico, con un’innegabile vis sentimentale: ormeggiate alla banchina o in navigazione durante il viaggio inaugurale o  alle prove in mare, le navi sono sempre state fonte  di  grandi emozioni, per l’armatore di un veliero dei secoli scorsi come  per l’amministratore delegato di una grande società di navigazione moderna. Sono momenti  da ricordare , ai giorni nostri con riprese video e scatti fotografici, magari da bordo di un elicottero, nei secoli scorsi grazie a un bel dipinto.

Domenico Gavarrone: "Dittatore Garibaldi"

Fu così che molti artisti (alcuni erano ottimi conoscitori delle navi a vela, della navigazione e del mare), che vivevano e operavano nelle città con importanti porti marittimi si cimentarono nel “ritratto” dei velieri e dei primi piroscafi.  Consapevoli che ogni bastimento ha  proprie peculiarità, strutturali o riferibili all’attrezzatura,  i pittori incontravano spesso serie difficoltà nella realizzazione dei dipinti, dovendo collocare la nave in una posizione tale da rilevarne le caratteristiche , prestando attenzione all’orientamento delle vele e, di conseguenza, al gioco delle onde rispetto al vento.

Tuttavia, grazie alla buona conoscenza di tutti questi elementi, che dovevano essere riprodotti nel dipinto, era possibile dare vita a un vero e proprio “ ritratto di nave”.

I quadri erano dipinti in genere,  su commissione dell’Armatore o del Capitano del veliero oppure, specialmente se si trattava di “ex voto” destinati a un santuario mariano, su  richiesta un membro dell’equipaggio, che intendeva rendere grazie alla Madonna per lo scampato pericolo.

I committenti desideravano che dal quadro, destinato spesso al  loro “scagno” o al salotto buono di casa, trasparissero  la potenza, la bellezza, la linea del loro bastimento. Nel caso di “ex voto” , invece, dovevano  essere rappresentate la forza del vento, l’altezza delle onde e la lotta vittoriosa dell’equipaggio per portare la nave a salvamento, spesso con le vele squarciate e parzialmente disalberata.

Domenico Gavarrone: "Antonietta"

Gran parte delle opere era corredata da una didascalia che portava i nomi della nave, dell’armatore, del Capitano e, nel caso di tempesta, la data e la posizione della scena riprodotta, caratteristica che ha permesso non solo di tramandare  un patrimonio artistico,  ma anche un’eredità storico- culturale che altrimenti sarebbe andata perduta.

Uno di questi pittori, certamente tra i più noti e attivi a Genova,  era Domenico Gavarrone (1821?-1874) al quale si rivolsero molti armatori camogliesi per ritrarre, con la tecnica dell’acquerello,  il loro bastimento appena uscito dal cantiere. Gavarrone, di solito,  ritraeva il veliero con vista longitudinale, completamente invelato e con molte bandiere al vento, sullo sfondo del golfo di Genova, tra la punta di Portofino e la Lanterna , accennata in lontananza.

Nei suoi dipinti, Gavarrone  ha dato prova di  una perfetta conoscenza dell’attrezzatura nautica del veliero,  riprodotta con estrema precisione tecnica, tanto  da far pensare che lavorasse sul piano velico originale del cantiere di costruzione o che avesse svolto attività di disegnatore presso qualche cantiere navale. Se una  manovra fissa o corrente di un veliero dipinto da Gavarrone risultava fuori posto, non si trattava  - si diceva -di una svista  del pittore, ma di una  sistemazione effettivamente errata.

Nel  nostro Museo sono esposte 30 opere di Domenico Gavarrone,  dipinti  nell’arco del suo periodo di attività,  tra il 1845 e il 1874, che coincide anche  con l’epoca di maggior sviluppo dell’armamento camogliese.

Luigi Roberto: "Nilo"

Tutti i quadri sono contraddistinti da  uno splendido carattere scenografico, pur nel rispetto dell’esattezza dell’immagine. Solo qualche volta le bandiere, che contribuiscono con i loro colori all’impatto coreografico del dipinto, fuoriescono leggermente  dal letto del vento, ampiamente dispiegate e disegnate con estrema cura nei particolari.

Inoltre 13 ex voto di Domenico Gavarrone sono esposti nel chiostro del Santuario di N.S. del Boschetto.

Nella sua bottega  lavorava probabilmente anche il fratello maggiore Ambrogio, nato nel 1807. La sua produzione, per quanto a nostra conoscenza, è molto limitata, nonostante l’ ottima fattura, e si distingue per l’attenzione quasi maniacale alla parte tecnica dell’attrezzatura nautica, alla parte scenografica dello sfondo e alla rappresentazione del mare e per il minor riguardo nei confronti dell’aspetto cromatico. Il nostro Museo ospita un suo dipinto, restaurato nel 1910, che rappresenta il brigantino a palo  SALVADOR.

Un altro sea painter  attivo  a Genova nella seconda metà dell’800 era Angelo Arpe, nativo di Bonassola. Pur avendo  lasciato una vasta testimonianza del suo lavoro tra il 1860 e il 1890, poco o nulla si sa della sua vita, tranne che si  dedicò con successo al ritratto navale. Preciso e attento nel rappresentare scafi , alberi, vele,attrezzature e manovre, con segno sicuro e pulito, rivelatore di indiscutibili conoscenze tecniche e amore del soggetto trattato, questo artista fu anche un abile interprete di burrasche e bufere di mare,  del  quale seppe cogliere ogni variazione e renderne gli aspetti mutevoli con buona sensibilità coloristica. Nel nostro museo sono esposti sette dei suoi quadri, che rappresentano velieri di armatori di Camogli.

Nicolas Cammillieri: "Il Boschetto"

Della nostra galleria di “ritratti di navi” fanno parte anche dodici quadri di Nicolas Cammillieri (1773?-1860), nativo di Malta, attivo quasi esclusivamente a Marsiglia, porto molto battuto da velieri camogliesi. Dieci dei suoi acquerelli sono interessanti  per lo sfondo che rappresenta in maniera molto precisa i bastioni e l’imboccatura del porto di Malta, mettendo in buona evidenza la sea buoy. Pur essendo tutti datati intorno alla metà dell’800, i bastioni di Malta si presentano praticamente come ai giorni nostri.  Anche la sea buoy, rappresentata nei quadri di Cammillieri da  una botte di legno (attualmente è una  grande boa luminosa in acciaio), si trova ancora nella stessa posizione.

Due quadri invece riproducono il brigantino “TELEMACO”, in piena tempesta nel Mar Nero l’8 febbraio 1845, e il brigantino “S.FORTUNATO”,  che affronta un fortunale nel nord Atlantico il 14 febbraio 1833; in questi dipinti il Cammillieri dimostra una buona capacità nel riprodurre la furia degli elementi e gli accorgimenti tecnici assunti dal  Capitano e dall’equipaggio del bastimento per contrastarli.

Non mancano quadri di artisti meno conosciuti, come G. Roberto  (1845-1910) che aveva la sua bottega in via Pre al numero 61 e di Luigi Roberto,  attivo  a Napoli tra il 1874 e il 1891.

Notevoli per l’impatto cromatico, ma soprattutto per lo sfondo, i quadri dei fratelli Luzzo (Antonio, Giovanni e Vincenzo) che raffigurano le navi camogliesi nel Canal Grande a Venezia, di fronte a Piazza San Marco, raffigurata con attenzione quasi puntigliosa.

Thomas Willes: "Teresa Olivari"

Molti sono i quadri a tempera, acquerello e olio di noti “marinisti” stranieri: Alfred M.L.; Alfred W.L., attivo tra il 1879 e il 1890 a Sunderland in Inghilterra e successivamente a Dunkerque in Francia; Borstel Reginald Arnold (1875-1922), australiano,  che ha documentato con successo gli ultimi anni della grande avventura della vela, molto noto anche come  fotografo; Reginald West Temple con studio a Newcastle, ottimo pittore e fotografo;  Samuel Bourne (1834-1912) uno dei fotografi britannici di maggior successo, che testimoniò l’espansione dell’impero e che dopo il 1896,  chiuso lo studio fotografico, si dedicò alla pittura ad acquerello, in particolare al ritratto degli ultimi velieri.

Meritano  infine una speciale attenzione per la loro unicità, sei quadri del pittore Thomas Willes, americano, che rappresentano velieri di Camogli in navigazione con tutte le vele spiegate,  eseguiti con una speciale tecnica.

Dopo aver tracciato uno schizzo del veliero su un sfondo di seta azzurra, il pittore vi applicava  lo scafo, con le sue caratteristiche di forma e colore, ricavandolo da una striscia  di velluto.  Le  vele, anch’esse applicate, sono in  seta bianca, leggermente bombate, come se fossero gonfiate dal vento. L’alberatura, le manovre, le bandiere, il mare, il baffo di prora e la scia sono ricamate finemente sulla seta di fondo, con estrema precisione nei particolari e nei colori. Il quadro sembra essere tridimensionale, pur mantenendo l’aspetto di un dipinto.

Gio Bono Ferrari: "San Carlo"

Gio Bono Ferrari: "Geronima"

Per  tradizione verbale, raccolta dai discendenti dei Capitani e degli Armatori dei velieri rappresentati,  la parte ricamata veniva eseguita da una comunità di donne cinesi di Brooklyn,  sotto l’attenta sorveglianza dello stesso Thomas Willes.

Il pittore, considerato un vero “sea painter”, famoso negli Stati Uniti ( dove numerose sue opere sono esposte in vari Musei Navali), è pressoché sconosciuto in Italia, tanto che i quadri esposti nel nostro Museo possono considerarsi unici. Probabilmente, la loro produzione, scoperta da un Capitano camogliese in sosta nel porto di New York, venne poi diffusa da altri Capitani con il semplice passaparola.

Di fatto, tutti i sei velieri  raffigurati appartengono allo stesso periodo (1850/1880) e ad Armatori quasi tutti imparentati tra loro: sono i brigantini a palo “ Gaetano Repetto, Industria, Fortunato Repetto, Prospero Repetto, Giuseppe Emanuele, Teresa Olivari ”. Gli ultimi due hanno come fondo una tela sulla quale il mare, il cielo e la linea di costa sono dipinti a olio, mentre il veliero è raffigurato con la tecnica sopradescritta,  caratteristica ben nota dei lavori di Thomas Willes, utilizzata per i quadri di maggior valore, come si può rilevare anche dalla cornice  finemente lavorata.

Il Museo ospita inoltre vari dipinti del fondatore, Gio Bono Ferrari, eseguiti prima dell’ inaugurazione del Museo, quando temeva di non poter  raccogliere abbastanza materiale da giustificare un’iniziativa così importante. Non appena  si rese conto del successo del suo progetto e i reperti, soprattutto quadri di velieri, furono più che sufficienti per l’esposizione, Ferrai custodì i suoi quadri in magazzino. Effettivamente, i suoi velieri  nulla hanno del ritratto di nave, causa la sua mancanza di conoscenze tecnico- marinaresche, non avendo mai navigato (gli  studi compiuti e il  lavoro di agronomo, per il Ministero dell’Agricoltura argentino, non potevano essergli di aiuto ). Ferrari aveva però visto tanti velieri ormeggiati alla “Boca del Riachuelo” a Buenos Aires, dove il padre svolgeva la sua attività e, soprattutto, aveva sempre sentito parlare di velieri dal nonno Capitano, con il quale aveva trascorso gli anni dell’infanzia. Gli vanno riconosciute, comunque, notevoli capacità artistiche, grazie ai corsi serali di disegno che aveva seguito a Buenos Aires;  i suoi quadri  sono ricchi di colore e molto coreografici, per cui recentemente si è pensato di esporli. 

      Chiudiamo questa nota sui “pittori di navi” rivolgendo l’attenzione a un quadro particolare. Si tratta del ritratto della nave “EURASIA”, ( uno degli ultimi velieri camogliesi, affondato  da un sommergibile tedesco nel 1916 di fronte a Oneglia), opera risalente ai primi anni del ‘900 di un marinaio della nave, eseguita su tela da vela con pitture di bordo che, nonostante la ruvidezza del materiale utilizzato, risulta comunque interessante per la realtà dell’immagine, a dimostrazione della simbiosi  che spesso si stabiliva fra nave e equipaggio. 

Eurasia

 

Bibliografia
                 Pro Schiaffino - Velieri di Camogli - Ed. Sagep Genova - 1997
                 Pierangelo Campodonico - I velieri di Domenico Gavarrone - Ed. Tormena Genova - 1999
                 Bruno Sacella - Museo Marinaro di Camogli  - Ed. Corigraf Genova - 2011

Fotografie: Gino Anselmi
                 Enrico Polidori
 

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