EQUINOZIO D'AUTUNNO -  23 SETTEMBRE 2014

 

LA “HOUSE OF REFUGE AT GILBERT'S BAR” E

IL NAUFRAGIO DEL

 BRIGANTINO A PALO CAMOGLIESE

“GEORGES VALENTINE”

        

Brigantino a palo Georges Valentine

La recente visita del comandante Bruno Malatesta, Vicepresidente della Società Capitani e Macchinisti Navali, alla “House of Refuge at Gilbert's Bar”, in Florida, ci dà la possibilità di ricordare un'importante istituzione del XIX secolo, lo “United States Lifesaving Service”, e il naufragio del brigantino a palo camogliese “Georges Valentine”, del quale non esisteva alcuna documentazione nel nostro Museo, tranne un breve accenno del fondatore, Gio Bono Ferrari, nel suo volume “Capitani di mare e bastimenti di Liguria”.

House of Refuge di

Gilbert's Bar

La Casa Rifugio di Gilbert Bar, costruita nel 1876, è l'unica rimasta di dieci case rifugio edificate dal Governo degli Stati Uniti lungo la costa  orientale della Florida, brulla  e pressoché disabitata, per offrire assistenza ai superstiti dei numerosi naufragi che si verificavano nella regione. Infatti,i naufraghi che riuscivano a raggiungere la riva, generalmente in cattive condizioni fisiche per i traumi subiti, morivano spesso per mancanza di aiuto. I custodi di queste case rifugio percorrevano la costa, specialmente dopo le tempeste, alla ricerca di persone bisognose di assistenza.

Dopo circa settant'anni di attività, con il popolamento del litorale della Florida, le case rifugio furono abbandonate e demolite, tranne quella di Gilbert Bar, di proprietà del governo della Contea di Martin, che tornò ad essere utilizzata durante la seconda guerra mondiale come osservatorio dei movimenti dei sottomarini tedeschi. Attualmente, la casa è gestita dalla “Martin County Historical Society”, che  l'ha trasformata in un Museo dove sono esposti molti reperti delle navi naufragate, le attrezzature di salvataggio utilizzate nel corso degli anni e si possono visitare anche gli alloggi dei custodi.

"G.V." nella tempesta

(olio su tela di ignoto conservato nel Museo di Gilbert's Bar)

A questa casa rifugio è legato il ricordo del brigantino a palo camoglieseGeorges Valentine” che nell'ottobre del 1904 naufragò su quella costa.

Il “George Valentine” era stato costruito a Liverpool nel 1869, nei cantieri Bowdler Chaffer & Co., per conto della Società Myers & Company e venne registrato presso i Lloyd's di Londra, nel 1870, con il nome di “Cape Clear”. Si trattava di un piroscafo in acciaio a un'elica, di 767 tonn. di registro, con vele ausiliarie, impiegato sulla rotta Liverpool – Australia per il trasporto di passeggeri e merci varie.

Nel 1889 fu venduto a una Compagnia di Navigazione francese, con sede a Bordeaux, che trasformò il piroscafo in brigantino a palo, eliminando  la parte motrice a vapore, eccetto una caldaia. La nave così trasformata venne rinominata “Georges Valentine” e successivamente venduta a un nuovo armatore di Dunkerque.

Nel  1895 fu acquistato dagli armatori camogliesi Mortola e Simonetti, per essere adibito al trasporto di legname, con viaggi regolari dal porto di Pensacola (Florida) in Sud America.

Nell'ottobre del 1904 il “Georges Valentine” salpò da Pensacola per Buenos Aires con un carico di travi di mogano; l'equipaggio consisteva in dodici uomini di differenti nazionalità, al comando del Cap. Prospero Mortola “Testaneigra”. Il viaggio iniziò con tempo buono, che si mantenne per tutta la traversata del Golfo del Messico; il 13 ottobre il brigantino era in vista delle luci  dall'Avana.

Improvvisamente, mentre era impegnato nell'attraversamento dello Stretto della Florida, il “Georges Valentine” fu investito da forti venti di burrasca, che riuscì a sostenere per un giorno e mezzo senza riportare avarie. Tuttavia, dato il perdurare della burrasca, il Capitano,  preoccupato per la sicurezza dell'equipaggio e della nave, ordinò il gettito a mare del carico sopra coperta, nell'intento di alleggerirla e migliorarne la stabilità. Il terzo giorno le condizioni meteomarine peggiorarono ulteriormente, con venti forti, violenti piovaschi e mare molto agitato, con onde che spazzavano continuamente la coperta.

La rotta, da Pensacola al punto del naufragio

Il Capitano Mortola, sapendo di essere stato scarrocciato verso la costa sottovento, tentò ogni possibile manovra per mantenere il “Georges Valentine”  in acque profonde, ma tutto fu inutile. Verso le ore 20.00 del 16 ottobre, nel fragore delle onde che si infrangevano contro le rocce, la poppa urtò un banco di roccia sommerso e in breve tempo l'intero scafo fu sospinto verso la scogliera. Nell'urto, i tre alberi d'acciaio furono abbattuti, uccidendo nella caduta uno degli uomini dell'equipaggio. Il cassero e le due lance di salvataggio furono spazzate via dalle onde e l'equipaggio, privo di ogni riparo, venne trascinato in mare e sospinto verso la costa, molto accidentata.

Victor Erickson, un marinaio svedese, fu il primo a toccare terra, sostenendo l'ufficiale Ernest Bruce, troppo debole per lottare con il mare. I due risalirono la pericolosa costa rocciosa nudi, feriti, stanchi e infreddoliti e raggiunsero la Casa Rifugio a Gilbert's Shoal, dove svegliarono il responsabile della struttura (il Capitano William E. Rea), che diede immediato aiuto ai due uomini e organizzò la ricerca degli altri naufraghi.

Erickson, dall’alto delle rocce, con una lanterna, guidò i membri dell'equipaggio sopravvissuti verso la salvezza, sfidando con il Capitano Rea il pericolo di essere colpiti dal legname trasportato dalle nave, scaraventato sulla costa dal vento. Le ricerche durarono per tutta la notte e portarono al ritrovamento di altri cinque uomini.

Tutti avevano riportato ferite, lacerazioni e fratture agli arti e furono aiutati a raggiungere la Casa Rifugio, dove vennero rifocillati e curati.

La tempesta imperversò ancora per due giorni e l'intero equipaggio del brigantino sarebbe perito se il naufragio non fosse avvenuto nei pressi della Casa Rifugio. Nessuno dei cinque uomini mancanti, tra cui i camogliesi Prospero Modesti, allievo ufficiale, Francesco Schiaffino “Barbasecca”, nostromo e Filippo Chiesa, dispensiere, fu recuperato. Il “Georges Valentine” divenne la loro tomba.

Targa ricordo del naufragio del "G.V."

Il 17 ottobre 1904, durante la stessa tempesta, la nave spagnola “Cosme Calzado” si incagliò tre miglia a nord del “Georges Valentine”. Dei sedici uomini d'equipaggio uno solo annegò, impigliato nel sartiame, mentre gli altri riuscirono a guadagnare la spiaggia e a rifugiarsi in un capanno, sino a quando furono trovati e ospitati nella Casa Rifugio con l'equipaggio del “Georges Valentine”.

Il Capitano Rea e sua moglie, con l'aiuto di alcuni residenti locali, curarono tutti i naufraghi, sino a che furono in condizioni di intraprendere il viaggio verso le loro case.

Il Capitano Rea dichiarò: “Con questi due equipaggi abbiamo avuto scozzesi, russi, italiani, spagnoli e svedesi; mai tanti naufraghi erano stati ricoverati insieme nella Casa Rifugio, eppure tutto è andato bene e tutti hanno collaborato. Quando finalmente li ho accompagnati  a Jacksonville per il rimpatrio tutti gli uomini mi hanno salutato sull'attenti e il Capitano Mortola, abbracciandomi, mi ha detto commosso "Good-bye Captain, non ci rivedremo più'”.

Il relitto del "G.V." (foto d'epoca)

La nave, del valore di $ 18,000, andò completamente perduta, mentre il carico di travi di mogano, per buona parte recuperato sulla scogliera e sulla spiaggia, con un valore iniziale di $ 7,000, fu venduto all'asta per soli 200 $.

Molti dei travi furono usati per la costruzione di case nella zona di Stuart.

Tutti gli uomini degli equipaggi dei due velieri rientrarono alle loro case, tranne Edward Sarkenglov, che cambiò nome in Ed Smith e divenne un pescatore locale, conosciuto come “Big Ed”.

Captain Rea e sua moglie restarono alla Casa Rifugio sino al maggio 1907.

La Casa rifugio di Gilbert's Shoals rappresenta ai giorni nostri la sola testimonianza dei drammatici avvenimenti che si verificarono su quel tratto di costa solitaria, oltre cento anni fa.

Subacqueo sul relitto del "G.V."

Nel 2003 il fondale sul quale giace il relitto del “Georges Valentine” è stato dichiarato undicesima zona di archeologia subacquea della Florida, assegnata alla custodia dell'Ufficio dello Sceriffo della Contea di Martin, come base di osservazione e studio per le squadre di ricerca subacquee. La storia della nave è stata ricostruita dagli archeologi dello Stato e della Società Storica della Contea di Martin.

Targa del Museo di Gilbert's Bar

Il sito ha assunto la denominazione di “Georges Valentine Preserve” e, nel 2006, è stato inserito nel Registro Nazionale dei luoghi storici.

Attualmente, nel nostro Museo si può ammirare un quadro con la fotografia a colori della Casa Rifugio di Gilbert's Bar, consultare i volumi “Home of History”  di Sandra Henderson Thurlow e Deanna Wintercorn Thurlow e “Florida's shipwrechs” di Michael Barnett, oltre agli opuscoli “Georges Valentine Underwater Archaeological Preserve”, edito dal Florida Department of State e “Georges Valentine Archaeological Preserve”, edito dalla Historical Society of Martin County.

 

Bibliografia:

 - Gio Bono Ferrari – Capitani e bastimenti di Liguria–Arti Grafiche Tigullio– Rapallo-1939

 - Florida Departement of State – Division of Historical Resources

 - Geaorges Valentie Archaeological Preserve – Historical Society of Martin County

 - Sandra Henderson e Deanna Wintercon – Home of History –

    Southeastern Printing Inc. - Stuart, Florida.

 - Michael Barnett – Florida's Shipwrecks – Arcadia Publishing Charleston, S.Caroline.

                      

 Foto:

 - Bruno Malatesta

 - Agenzia Bozzo - Camogli

 - The Historical Society of Martin County (gentilmente concesse)

 - Grande Atlante del Mondo – Vallardi Editore - 1988   

 

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