SOLSTIZIO D'ESTATE - 21 giugno 2013

 

 

SOCIETA' DI MUTUA

ASSICURAZIONE MARITTIMA CAMOGLIESE

 

 

Attorno alla metà del XIX secolo la flotta camogliese aveva raggiunto il culmine della sua espansione.  I velieri, sopratutto brigantini a palo, pur non abbandonando le redditizie rotte del Mar Nero e del medio oriente, si spingevano ormai oltre oceano, sia a levante che a ponente, con particolare frequenza nell'America Meridionale, avendo stabilito le loro basi specialmente a Buenos Aires (alla Boca del Riachiuelo), dove Capitani camogliesi avevano aperto dei fondaci  per la fornitura delle provviste di bordo e per il commercio dei noli, e a Valparaiso per  la caricazione del guano, fertilizzante che veniva esportato in tutto il mondo.

In oriente era particolarmente battuta la Birmania per la caricazione del riso, ma non erano trascurati neppure i porti della Cina, della Malesia, come pure quelli dell'Australia e della Nuova Zelanda.

Praticamente, considerando il gran numero di bastimenti dei nostri armatori, si può affermare che in ogni porto del mondo fosse frequente trovare una nave camogliese..

Va da sé  con una flotta di queste dimensioni era inevitabile andare incontro ad avarie e naufragi che, oltre alla perdita di vite umane, potevano comportare  serie difficoltà per gli armatori.. Si rendeva quindi necessario ricorre alle società di assicurazione, che tra premio, imposte e spese  accessorie risultavano molto onerose.

La consistenza della flotta locale era talmente cospicua che il Cap. Erasmo Schiaffino ritenne che gli armatori, riuniti in una libera  associazione, avrebbero potuto far fronte in proprio ai sinistri causati dal mare, tutelando gli interessi economici della categoria e anche della Città, che da loro ormai dipendeva economicamente.

Nacque così, nel marzo del 1853, la “Società di Mutua Assicurazione Marittima Camogliese”, la prima di tutte le mutue marittime nel mondo.

Al Cap. Erasmo Schiaffino, vero ideatore dell'istituzione, si unirono il Cap. Giuseppe De Gregori, che compilò lo Statuto ( composto da soli 18 articoli), e il  Cap. Nicolò Schiaffino, cugino di Erasmo, che assunse l'incarico di primo Direttore della Società.

La Mutua ebbe la sua sede al secondo piano del palazzo di piazza Colombo, centro nevralgico della vita marinara della Città.

 

La targa posta in piazza Colombo

 

Lo Statuto originale, custodito nel nostro Museo, è scritto a mano con una grafia apparentemente frettolosa, con qualche errore cancellato con un tratto di penna; sembra quasi che i fondatori, tutti Capitani e Armatori, sentissero l'urgenza di dare vita a questa istituzione che, nelle loro intenzioni,  rivestiva una grande rilevanza economica.

Di fatto, si trattò di un'idea oltremodo valida, come dimostra la larga adesione degli armatori camogliesi.

Riportiamo i 18 articoli dello Statuto, riservandoci alcuni commenti dopo la loro esposizione.

 

 

Prima pagina dello Statuto originale

 

Statuti della Società di Mutua Assicurazione Marittima Camogliese.

Art. 1°

Il direttore unito al Consiglio Delegato ed a colui che vorrà associarsi ed assicurare il proprio legno, valuteranno d'accordo il legno medesimo quale sarà assicurato non più di due terzi del suo valore, ciò è sopra corpo attrezzi colonna ed armamento.

Art. 2°

Potrà far parte di questa assicurazione qualunque Armatore o Cap. di Camogli.

Art. 3°

Non potranno gli associati fare veruna sicurtà fuori di Camogli sul legno assicurato, in caso contravenzione succedendo sinistro non gli sarà pagato.

Art. 4°

Sarà fatto un catalogo di tutti bastimenti assicurati in cui sarà spiegato il prezzo di loro valutazione, quale somma unita sarà quella che dovrà contribuire in caso di sinistro (C.DG) a pagare il Bastimento, o Bastimenti naufragati: nello stesso catalogo ogni socio dovrà di proprio pugno sottoscrivere e dichiarare la quota, il nome, la portata, l'anno e il luogo della costruzione nonché la valutazione del Bastimento medesimo e la somma che vorrà assicurare.

Art. 5°

Saranno nominati dal Consiglio Generale otto fra i soci i quali dovranno formare il consiglio delegato. Succedendo quindi qualche sinistro il Direttore convocherà lo stesso Consiglio perché ne faccia il riparto, finito il quale tutti i soci o chi per essi dovranno contribuire per la loro quota senza ritardo, quale somma dovrà ogni socio applicarla in spesa nave del proprio Bastimento assicurato; lo stesso Consiglio assieme al direttore e segretario firmerà qualunque deliberazione presa dal Consiglio Generale.

Art. 6°

I Capit. che avranno la disgrazia di naufragare saranno obbligati di fare il dovuto ricupero con tutta equità per conto dell'assicurazione per la quota assicurata senza essere obbligati a fare legalità alcuna; renderanno bensì esatto conto del giusto netto ricavo degli oggetti recuperati: venendo poi a cognizione della Compagnia di qualche furto benché lieve purché fatto dal Capt. sarà esso responsabile in proprio benché fosse trascorso un anno.

Art. 7

Qualunque Capit. associato che possa trovarsi in un Porto, Spiaggia o Rada sarà obbligato a soccorrere con gente e ormeggi quello tra i soci che ne possa abbisognare, quando però non vi sia  evidente pericolo del proprio legno e della vita, e mancando questo sarà disonorato ed escluso dalla società.

Art. 8

Saranno provveduti e proprie spese tutti i Bastimenti associati di una bandiera portante il proprio numero, quale sarà bianca attorniata di striscia verde ed il proprio numero rosso; detta bandiera dovrà ognuno inalberarla incontrandosi con dei Bastimenti per darne relazione al luogo di loro felice approdo, come pure occorrendoli aiuto.

Art. 9

Ogni Armatore si farà autorizzare dai suoi compartecipi previa la loro firma a cautela di tutti: in difetto sarà a suo carico quanto dovrà contribuire.

Art. 10

Sarà considerato naufragio ogni qualvolta arrivi il danno al 75% sulla somma assicurata, così anche per incendio, escludendo però la Baratteria contrabando e casi di guerra.

Art. 11

Non sarà valida quest'Associazione quando non arrivi il numero dei soci a più di 70; durerà la stessa per anni 3 a datare dal 1° febbraio 1853 dal cui giorno comincerà il rischio: potrà rinnovarsi la stessa dietro nuova perizia dei rispettivi legni.

Art. 12

Sarà in facoltà dell'Assemblea convocata dal Direttore di deliberare tutte quelle aggiunte e variazioni al presente Regolamento che saranno ravvisate dell'interesse della Società, cioè obbligatoriamente per tutti i soci.

Art. 13

Nel caso di morte d'un Socio saranno interpellati gli eredi per sentire se intendono continuare nell'Associazione.

Art. 14

Oltre a far parte di quest'Associazione  tutti i Capt. ed Armatori di Camogli come all'Art. 2 del presente, saranno pure ammessi tutti quelli Armatori e Capt. Camogliesi domiciliati altrove che saranno dall'Assemblea approvati e perciò gli sarà permesso firmarsi nel nostro elenco.

Art. 15

Nei sinistri speciali all'articolo 4 del presente s'intende che il Bastimento naufragato debba anch'egli contribuire per sua quota al suo sinistro medesimo.

Art. 16

Si riconosce la nomina del Direttore, Vice Direttore, Cassiere e Segretario fatta il 13 corrente Febbraio come risulta dal verbale redatto in detto giorno. Il Direttore avrà la rappresentanza attiva e passiva  della Società. Sarà incaricato di convocarla quando meglio lo crederà e quando lo esiga l'interesse sociale. Il Vice Direttore ne farà le veci in sua assenza.

Art. 17

Per provvedere al modo di iscrizione dei Soci, dopo formata la Società potrà questo farsi mediante apposita lettera di domanda al Direttore quale risponderà con altra lettera d'averlo accettato o no per Socio ed associato a norma del presente Statuto.

Art. 18

Tutti coloro che avranno la disgrazia di naufragare in mar Nero e nei Stati Uniti della Gran Bretagna e viaggio facendo, purché in Oceano o nel Continente fino ad Amburgo gli sarà pagato il novantotto per cento, purché succedano i sinistri dall'Equinozio di Settembre fino a quello di Marzo. Se qualcheduno si dirigesse pel Pacifico, ossia passando Capo d'Horn e Buona Speranza, nonché per il Nord passato Amburgo gli sarà pagato il novantasei per cento in qualunque stagione.

Camogli lì 20 Marzo 1853.

                                                                                         Visto conforme all'originale

                                                                                                     Il Direttore

                                                                                               Nicolò Schiaffino

 

Gruppo degli Armatori e Capitani che approvarono le modifiche dello Statuto

Si tratta, evidentemente, di uno Statuto redatto da un Capitano che ben conosceva il mare e la navigazione con i loro pericoli, basato certo sull'onestà dei soci, ma attento a evitare ogni possibile controversia.

La Mutua non aveva alcuna veste giuridica; i trattava semplicemente di un gruppo di persone con interessi comuni, vincolate unicamente dalla volontà contrattuale contenuta nello Statuto. L'obbligo della residenza a Camogli garantiva tuttavia una buona conoscenza tra tutti i soci, spesso legati da vincoli di parentela.

 Era importante che l'armatore che aveva subito danni potesse essere rimborsato in tempi brevissimi, per  non interrompere il ciclo produttivo. Infatti, l'articolo 6, che richiede in caso di naufragio la massima collaborazione del Capitano per recuperare tutto il possibile, senza alcun atto legale (concedendogli quindi la massima fiducia), prevede che qualora lo stesso compia un furto, anche lieve,  la Società abbia la facoltà di ritenerlo responsabile in proprio, fermo restando che i tempi della vertenza non possono essere superiori a un anno.

Gli organi di governo, designati con una certa confusione in vari articoli, sono: il Direttore, il Consiglio Delegato  (composto da otto membri), il Consiglio Generale di tutti i soci.

Il Direttore aveva la funzione di coordinare le assemblee, ma si può ritenere che la responsabilità dell'operato della Mutua appartenesse a tutti gli associati, riuniti nel Consiglio Generale.

La bandiera della Mutua Marittima Camogliese

E' evidente come, nella stesura dello Statuto, Cap. De Gregori abbia agito sotto la spinta degli Armatori, che ritenevano urgente l'entrata in vigore della Mutua, senza  possibilità di consultazioni e approfondimenti che avrebbero potuto conferire al documento una maggiore organicità. A suo merito va sottolineato che lo Statuto funzionò benissimo, senza necessità di revisioni, sino al 1862, quando l'aumento dei bastimenti assicurati, l'intensificarsi dei traffici, dei viaggi e dei rapporti commerciali richiesero uno Statuto dotato di una veste legale precisa  e di una più dettagliata enunciazione delle norme. Questo secondo statuto, intitolato “Convenzione di Mutua Assicurazione Marittima Camogliese consta di ben 62 articoli.

Il Brigantino “Dittatore Garibaldi” inalbera la bandiera della Mutua. (Dipinto di Domenico Gavarrone esposto in Museo)

Già nel primo catalogo, conservato in Museo e risalente al 1855, i bastimenti assicurati erano 151 e  tutti i tipi di barchi  armati a Camogli erano egualmente rappresentati.

Il più grande era la nave INDIA di 388 tonn., dell'armatore Fortunato Bertolotto,  costruito ad Amburgo nel 1850, assicurato per 50.000 lire.

Il più piccolo era il navicello ANIME DEL PURGATORIO di 69 tonn. dell'armatore Bartolomeo Bertolotto, costruito a Recco nel 1850, assicurato per 10.000 lire.

Segnaliamo, a titolo di curiosità, il barco DACIA, del quale non viene neppure indicato il tonnellaggio, appartenente all'armatore Prospero Schiaffino, costruito a Prà nel 1854, assicurato per sole 2.000 lire.

Lo Statuto della Mutua rappresenta il primo tentativo, perfettamente riuscito, di difesa del commercio sul mare che ha resa famosa la nostra Città.

 

Bibliografia:

La Marina Mercantile di Camogli  – G.B. Roberto Figari – Silvia Bagnato Bonuccelli – Tolozzi Ed. - 1983.

Camogli e la sua “mutua” marittima – nota di Giacomo Madia in occasione del 125° anniversario del conferimento del titolo di Città al Comune di Camogli – 1883.

Documenti del Museo.

 

Foto:

Agenzia Bozzo – Camogli.

Foto Museo.

 

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