SOLSTIZIO D'INVERNO - 21 DICEMBRE 2013

 

STORIE DELLA MARINERIA CAMOGLIESE

INCAGLIO E DISINCAGLIO DEL

BRIGANTINO A PALO “GOTTEMBERG”

 

Modello del Brigantino Gottemberg

 

Tema di questa Effemeride è un documento completo e per certi aspetti piuttosto articolato, che non riguarda una grande avventura di mare, ma un incidente di non grave entità occorso al Brigantino “GOTTEMBERG” dell'armatore camogliese De Marchi, costruito a Varazze nel 1853, Capitano Giuseppe Antola.

Ci sono sembrate di particolare interesse la terminologia nautica, le complesse manovre descritte nei particolari e la parte burocratica, già allora abbastanza macchinosa.

Porto di Kertch (oggi)

Manifesto di sortita

Il brigantino “Gottemberg”, ottenuto il “Manifesto di sortita” (l'attuale “clearence”) dal Vice-Consolato di S.M. Il Re di Sardegna in Taganrog, salpò da quel porto per Marsiglia, con un carico di grano duro, il 3 settembre 1860. Dopo due giorni di navigazione, nell'attraversare lo Stretto di Kertch si incagliò su un banco di sabbia. Il Capitano e l'equipaggio (9 persone in tutto), con perizia nautica e il getto a mare di attrezzature, provviste di bordo e parte del carico, riuscirono a disincagliarsi e raggiungere con mezzi propri il porto di Kertch, dove il Capitano presentò il  rapporto di “avaria generale” alla Regia Delegazione Consolare di S.M. Sarda, che rilasciò al Capitano la seguente “dichiarazione d'avaria”:

 

“Cancelleria della Regia Delegazione Consolare di S.M. Sarda in Kertch

All'Inclita Regia Delegazione Consolaredi S.M. Sarda in Kertch

                         Rapporto circostanziato del Capitano Giuseppe Antola Comandante il Brig. Sardo Gottemberg sull'accaduto investimento sul Banco Dolga il 5 Settembre corrente anno.

 

   Partito da Taganrog il giorno 3 Settembre alle ore 6 A.M. Col mio pieno carico di grano duro in Cetvert* milletrecentosettanta ricevuto da quel Sig. F. Klissanich col vento da Est aria bella, mare moderato, e navigando con tutte le vele rombo SW correndo sopra un fondo fangoso il giorno 5 alle ore 2 A.M. In un istante ci trovammo investiti sopra il Banco Dolga in piedi 10.1/2 francesi d'acqua; immantinente feci legare le vele mettere le imbarcazioni a mare, ed avendo fatto distendere l'ancora di Posta colla gomena della Speranza, ciò che colla massima prestezza fu eseguito, e messa in forza più che fu fattibile per vedere se il bastimento si disincagliava, svuotando nel tempo istesso le botti piene d'acqua, e gettando a mare due aste di Coltellaccio,un Bastone di flok, un barile con Catrame, un Gherlino, un Cavo piano, un pennone di Gabbia nuovo, e

Stretto di Kertch

 cinque Tavoloni, e poi virando di bel nuovo sopra l'ancora per vedere se si potrà disincagliare il Bastimento, ma vidimo che era inutile ogni sforzo, in allora chiamai a consiglio l'Equipaggio, e si è deliberato a salvezza comune  del Carico, e Bastimento di far getto a mare d'una partita del carico, e così si fece e nello stesso tempo si guardò nella sentina e si trovò con sei bolzate d'acqua che subito feci pompare, e dopo d'aver gettato circa sessanta mine di grano a mare feci di bel nuovo virare sull'ancora ed in allora il Bastimento si disincagliò, e poi feci dare fondo all'ancora, e mandai a  salpare l'ancora colla  Gomena quale fu trovata frazzata in più parte, e facendo vela proseguimmo per il nostro destino facendo rotta per Janicale, e passato il Banco diedi fondo in questo porto di Kerlch, e mi portai in questa Cancelleria Consolare Sarda per presentare la presente mia dichiarazione. Questo è il fedele rapporto dell'accadutomi  che attesto vero, e deposito in questa Regia Delegazione Consolare pregandola a volerlo convalidare  con l'attestato di alcuni del mio Equipaggio ammetendogli a giuramento con rilasciarmene Copia  legale da valermene  a rispettare a chi spetta quelle indennità che mi sono dovute per danni e perdite sofferte il mio Bastimento e pregando finalmente la Regia Delegazione Consolare degnare nominare due Periti Esperti per far constatare i danni avuti, e calcolare la quantità di grano gettato a mare.

                                                                                                Kertch 8 Settembre 1860.

                                                   Firmato  /   Cap. Antola Giuseppe-

                        Noi Regio Delegato Consolare di S.M. Sarda  visto il qui sopra rapporto del Capitano Antola Giuseppe del Brig Nazionale Gottemberg ingiungiamo all'Equipaggio pel mezzo del Capitano portarsi in questa cancelleria onde constatare la verità, ed essendosi infatti quest'oggi rassegerato a dire il vero, o fare osservazioni avendo luogo del qui sopra esposto, ma tutti unanimemente sotto giuramento confermarono ed approvarono colla sottoscrizione.  La presente viene registrata  nel Libro Atti di questa Cancelleria sotto il N° 329, rilasciandone al Capitano copia autentica.______

                      Kertch ut supra

Secondo di Bordo Beretta Andrea

Marinaro Francesco Cuneo

Marinaro Lugi Olivari 

  Firmati

Il Regio Delegato Consolare

  Firmato                                                                          P.ro Chichizola

 

   Per Copia conforme all'Originale esistente in questa Regia Cancelleria della Delegazione Consolare di S.M. Il Re di Sardegna.

                                                                                         Kertch 9 Settembre 1860

                                                                                         Il Regio Delegato Consolare

                                                                                                  P.ro Chichizola

(TIMBRO CONSOLARE CON STEMMA SABAUDO)

 

Esiste, inoltre, la relazione giurata dei due Periti nominati dalla Regia Delegazione Consolare di Kertch, Gaetano Antola e Michele Muller, che conferma quanto riferito dal Capitano in relazione alle perdite per getto in mare di attrezzature e provviste di bordo, mentre per il getto del carico viene rilevato un “vacuo” (che, però, non è stato calcolato). La nave è dichiarata stagna all'acqua e in condizioni di riprendere il viaggio appena rimpiazzate le attrezzature e le provviste gettate in mare.

Il valore delle dotazioni gettate a mare viene calcolato in rubli/argento 181,75.

Il documento è consultabile presso il Museo.

Riportiamo, per concludere, la nota spese della Delegazione Consolare.

 

“Distinta delle spese occorse per diritti di Cancelleria all'avaria del Brig Sardo Gottemberg

capitano Antola Giuseppe come da tariffa.

 

28 Per relazione straordinaria del Capitano con esame dell'Equipaggio Lire 12,==
" 28 Per copia di detta " 4,50
" 49 Per registrazione di detta " 2,50
" 2 Per relazione del Perito " 6,==
" " Per copia di detta " 3,50
" 49 Per registrazione di detta " 2,50
" 2 Per un atto non specificato nella tariffa " 6,==
" " Per copia di detta " 3,50
" 49 Per registrazione di detta " 2,50
" 34 Per vidimazione del giornale di bordo " 3,==
" 62 Per una legalizzazione " 6,==
" 25 Per diritto Graduale " 5,==
  Lire 57,00

 

    ed al cambio di 372.1/2 Arg.Rubli  15,30

                                                                                        Kertch, 10 Settembre 1860

                                                                                        Il Regio Delegato Consolare

                                                                                                 P.ro Chichizola”

 

Porto di Taganrog (oggi)

Il porto di partenza del brigantino “Gottemberg” ci offre la possibilità di conoscere la città di Taganrog, la più ”italiana” fra le città russe.

Fondata da Pietro I il Grande, famosa come città natale dello scrittore Anton Chekhov, Taganrog è attualmente il maggior porto russo sul Mar d'Azof.

Già nel 1247 negozianti genovesi esportavano dal porto di Tana (futura Taganrog) grano saraceno, frumento, pesce salato e caviale.

Nel XIX secolo assunse particolare importanza per le notevoli quantità di grano duro che, in partenza dal suo porto, venivano esportate in tutto il Mediterraneo, sopratutto in Italia. Questi traffici erano di particolare interesse per gli armatori camogliesi e, di fatto, moltissimi velieri di Camogli raggiunsero questo porto, dove aveva sede una Delegazione Consolare del Re di Sardegna e, dopo il 1861, del Regno d'Italia. Probabilmente alcuni Capitani camogliesi, incaricati dai loro armatori, si stabilirono in città per trattare al meglio i noli del grano (si noti che uno dei periti incaricati dal Delegato Consolare per la verifica dell'avaria del brigantino “Gottemberg” è Gaetano Antola – nome prettamente camogliese).

Inoltre, il porto di Taganrog assume particolare valenza nella formazione patriottica di Giuseppe Garibaldi. Imbarcato giovanissimo sul brigantino russo “Costanza”, al comando del Cap. Angelo Pesante, esperto Capitano e fervente  liberale e patriota, Garibaldi viaggiò spesso tra i porti del Mar Nero e del Mar d'Azof per Marsiglia, toccando parecchie volte il porto di Taganrog.

Tra il 1831 e il 1833, in qualità di “scrivano” (1° Ufficiale) del brigantino “Clorinda”, approdò ripetutamente a Taganrog, dove, in un'osteria del porto, fece la conoscenza di alcuni esuli italiani appartenenti alla “Giovane Italia”. Proprio in seguito a questi incontri, il giovane Garibaldi scoprì nuove realtà della situazione italiana in quel periodo e il suo carattere vivace e impetuoso lo spinse a intravedere e a pianificare una strategia di lotta per unificare l'Italia e liberarla dallo straniero. Determinante per la sua formazione fu l'incontro con l'esule politico Giovanni Battista Cuneo di Oneglia, che Garibaldi cita nelle sue Memorie: “In molte circostanze della mia vita ho consultato persone e letto libri sulla rinascita d'Italia, ma sino a 24 anni questi sforzi sono stati vani. Infine, a Taganrog ho incontrato un ligure che mi ha fatto finalmente capire il vero stato delle cose in questo Paese”.

Monumento a Garibaldi (2007)

Al rientro da uno di questi viaggi Garibaldi si iscrisse alla “Giovane Italia” e iniziò la sua grande avventura.

Monumento a Garibaldi (1961)

Già nel XIX secolo una via della città era intitolata all'Italia, “Ulitsa Italianskaja”.

Il passaggio di Garibaldi e l'amicizia con gli italiani non sono stati dimenticati: nel 1961, in occasione del 1° centenario dell'unità d'Italia, la città di Taganrog ha eretto un monumento in ricordo del nostro eroe (l'unico esistente nell'ex Unione Sovietica). Si tratta di una stele in marmo alta cinque metri, a forma di bandiera, con il busto di Garibaldi in bronzo e rami di palma in bassorilievo, opera dell'artista locale Baranov. Sul retro del monumento è riportata, in russo, la frase: “Nel 1833 Giuseppe Garibaldi giurò di dedicare la sua vita alla liberazione e unificazione della Patria -  l'Italia – Sotto il comando dell'eroe nazionale Giuseppe Garibaldi il Paese fu liberato e unificato”, mentre sulla parte frontale è riportata una frase di Friederich Engels: “Nella persona di Garibaldi l'Italia ha avuto un eroe di antico stampo, che era capace di produrre miracoli e che ha prodotto miracoli”.  Nel 1986 il monumento è stato restaurato dallo scultore David Beglov, che ha sostituito al busto di Garibaldi, danneggiato dalle intemperie, un bassorilievo in marmo.

Infine, il 12 settembre 2007, Taganrog ha dedicato una giornata al bicentenario della nascita di Garibaldi, alla quale hanno partecipato, oltre alle autorità locali, rappresentanti dell'Ambasciata d'Italia a Mosca e Annita Garibaldi, nipote dell'eroe. Nell'occasione, il monumento è stato restaurato e una nuova via è stata dedicata all'eroe dei due mondi.

 

·*Cetvert (in russo tscetvert) è un'unità di misura usata in Russia nel periodo zarista, applicata quasi esclusivamente alla quantificazione del grano, e corrisponde a 209,9 litri. (Ricerca effettuata dallo storico camogliese Avv. G.B. Roberto Figari)

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

Documenti del Museo.

Atlante geografico Vallardi – Vallardi Editore

Enciclopedia Curcio – Curcio Editore

 

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