La vita di Gio Bono Ferrari, il fondatore del Museo

 

Appassionato sin da ragazzo del mare che aveva imparato a conoscere dai racconti del nonno, dovette rinunciare ad essere marinaio egli stesso perchè - dopo le elementari - il padre lo volle con sé in Argentina. Qui studiò, si diplomò ragioniere e lavorò per anni alle dipendenze del Ministero dell'Agricoltura nel Chaco e nella Pampa quale relatore ed illustratore di gruppi di studio e ricerca sulla cerealicoltura. Nel 1916 rientrò in Italia per partecipare come volontario alla Iª guerra mondiale. Dopo il conflitto si stabilì definitivamente a Camogli e lavorò nell'ambito portuale genovese come perito in cereali.

La vecchia passione di "marinaio mancato", unita al fascino della navigazione a vela giunta oramai al tramonto, lo spinsero a raccogliere, con infinita pazienza, dati, notizie, storie di uomini e navi.

Con la vela terminava un'epoca straordinaria di rischi, audacie e imprenditorialità che avevano segnato la fortuna di Camogli. Non era giusto che con l'avventura finisse anche la memoria storica.

Ferrari diventò così ricercatore appassionato, autodidatta solitario e - sebbene privo di metodo e con notevoli difficoltà linguistiche - ebbe la caparbietà di voler "salvare" la storia marinara del suo Paese. Dopo la pubblicazione del libro "La città dei mille bianchi velieri: Camogli" scoprì - attraverso le solite chiacchierate amichevoli nella Società dei Capitani - che quasi tutte le famiglie camogliesi conservavano oggetti e ricordi del loro passato. Erano quadri, bozzetti di velieri, polizze di carico, libretti di navigazione, antichi strumenti nautici.

Ferrari avanzò così la proposta di raccogliere il tutto in un Museo municipale. La risposta del paese fu spontanea ed unanime. Dalle case, dalle soffitte uscirono gli oggetti più disparati e interessanti che tre anziani marinai restaurarono con competenza e generoso entusiasmo. Camogli ebbe così il suo Museo, testimonianza tangibile di ciò che il paese aveva rappresentato nella storia della marineria velica. Il vanto del fondatore era uno solo e lo ripeteva spesso: "Ogni oggetto è stato un dono, un tassello della nostra storia, e il Museo è veramente di tutti i Camogliesi".

 

 

 

Gio Bono Ferrari

Camogli, 2-5-1882 ÷ 26-10-1942

 

Scrisse la "trilogia della vela":

 

La città dei mille bianchi velieri: Camogli

Capitani di mare e bastimenti di Liguria del secolo XIX

(Genova e Riviera di Levante)

1939 - pagg. 804 con 240 disegni dell'A.

 

L'epoca eroica della vela

Capitani e bastimenti del secolo XIX

(Genova e Riviera di Ponente)

1941 - pagg. 825 con 215 disegni dell'A.

 

Inoltre, scrisse circa 200 Articoli - Corrispondenze sul "Giornale di Genova" e su "Il Mare" riguardanti argomenti marinari, la Fontanabuona e i Salesiani in Sud America.