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RITORNA IN MUSEO LA CHITARRA DI SIMONE SCHIAFFINO

 

la chitarra prima del restauro

Dopo sette mesi di laborioso restauro,  presso il laboratorio del noto liutaio genovese  Federico Lowenberger, è tornata in Museo la chitarra di Simone Schiaffino.

La chitarra, donata al museo oltre 65 anni fa, si trovava in pessime condizioni e per questo passava quasi inosservata, nonostante il suo valore storico. Praticamente si trattava della sola cassa e del manico della chitarra, tenuti insieme da alcuni chiodi e verniciata con diverse mani di vernice marina che col tempo era diventata molto scura. La chitarra era senza corde, senza ponte e senza pioli.

  La scorsa primavera, il Vice Sindaco, dott. Elisabetta Caviglia, aveva lanciato al Direttore del Museo l’idea di restaurarla per esibirla in un concerto a chiusura delle manifestazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.

Dopo una laboriosa ricerca presso diversi liutai, con la collaborazione della dott. Alessandra Cabella, Direttore della tutela del Genovesato, della Soprintendenza ai beni artistici, storici ed etnoantropologici della Liguria, era stato individuato il liutaio Lowenbergher che aveva accettato l’incarico, più per la passione professionale di restaurare un reperto storico, con gli aspetti sentimentali ad esso collegati, che per motivi economici.

Il lungo lavoro di restauro, seguito sempre con la massima attenzione del Direttore del Museo e dalla competenza della Dott. Cabella, ha portato ad un risultato eccezionale; la chitarra, databile intorno alla metà dell’800, è tornata nelle condizioni in cui si trovava quando Simone Schiaffino la usava per fare serenate alle ragazze.

Sistemata in una bella vetrina, completamente stagna alla polvere e all’umidità, costruita appositamente dal fratello del Direttore del Museo, è diventata, insieme alla polena, al cronometro del Narcissus, all’ottante di Garibaldi uno dei pezzi forti del Museo Marinaro.

La Chitarra verrà presentata ai camogliesi, orgogliosi concittadini di Simone Schiaffino, durante un concerto che si terrà il 17 dicembre, a cura del Gruppo Musicale Golfo Paradiso e dell’Amministrazione Comunale, a conclusione delle manifestazione per il 150° Anniversario dell’Unità nazionale.

Sul Catalogo originale del Museo, l’ing. Mario Casabona che era succeduto al fondatore Gio Bono Ferrari, mancato nel 1942, scrisse con la sua bella calligrafia:

“Dalle Signorine Sorelle Bianca e Luigina Cichero fu Angelo fu donata la chitarra che apparteneva all’Eroe di Calatafimi Simone Schiaffino, il giorno 19 Luglio 1946. Detta chitarra ha il manico levato di posto ed è senza corde.”

Vi è poi un asterisco che riporta a piè di pagina con la seguente dicitura:

“Un visitatore dice che è dell’Amati, che fu maestro di Stradivari”

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Sono stati pubblicati, per le Edizioni del Museo, a cura dell’Amministrazione Comunale di Camogli, gli “Atti del Convegno Di Camogli del 7 ottobre 2010” indetto in occasione del “130° anniversario del primo Congresso Nazionale degli Armatori Italiani”  che si tenne a Camogli il 10 – 11 ottobre 1880.

 Si trattò di un avvenimento di importanza storica. Per la prima volta gli armatori del nuovo Regno d’Italia si riunirono per discutere i loro problemi, e scelsero come sede del Convegno la nostra Città, segno indiscutibile dell’alta considerazione in cui veniva tenuto l’armamento camogliese anche negli Stati recentemente entrati a far parte dell’Italia unita.

Con questo Convegno gli armatori italiani riconoscevano di fatto, Camogli “Capitale Italiana della Marineria”.

La pubblicazione riporta tutti gli interventi della personalità dello shipping nazionale che hanno partecipato al Convegno del 7 ottobre 2010, che in considerazione della loro importanza e competenza hanno fatto sì che, dopo 130 anni, Camogli potesse essere ancora oggi, per un giorno, la Capitale nazionale della marineria.

Questo opuscolo vuol essere un ringraziamento a tutti coloro che hanno creduto nell’iniziativa e ne hanno decretato il successo.

La pubblicazione è reperibile presso la sede del Museo Marinaro nei normali orari di apertura. 

 

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A buon punto il restauro della Polena

Nel laboratorio “La Sinopia” di Renato Boi a Finale Ligure continua il restauro della Polena del Museo Marinaro, ormai giunto alla fase della coloritura con i colori originali, individuati sotto i numerosi strati di pittura che si erano sovrapposti,  negli oltre settant’anni di attività della goletta inglese con la prua ornata dalla nostra Polena.

 

La polena prima dell'intervento

   

 

Moltissime sono state le sorprese incontrate dal restauratore durante il suo intervento; parti rifatte con legname di bordo, sbozzato alla meglio e poi sagomato con stucco o addirittura cemento. Alcune parti ricostruite, come il braccio sinistro, rovinato probabilmente per un urto contro la banchina, sono state risistemate dal carpentiere di turno e applicate al corpo con lunghi chiodi. Il tutto veniva poi sistemato con stucco e pittura e l’insieme si presentava accettabile.

 

Nel secchio il legname tolto dalla polena frutto delle riparazioni dei carpentieri di bordo

Sono stati trovati moltissimi fori, e relative gallerie, provocate dalle teredini; probabilmente la goletta ha navigato nei mari tropicali, dove le teredini sono più numerose e aggressive o è stata a lungo ferma per disarmo in acque calde o salmastre.

 

I fori delle teredini

 

La polena presenta un profilo del viso particolarmente delicato e piacevole, come già si notava prima del restauro. Il lavoro ha messo invece in evidenza un’accuratezza nella scultura che era pressoché scomparsa; orecchini, collana, bottoni,fibbie.

 

 

Il profilo del viso

Tutto il lavoro si svolge con  la sorveglianza della dottoressa Alessandra Cabella della Soprintendenza ai beni storici,artistici ed etnoantropologici della Liguria.

 

 

Il restauratore Renato Boi  al lavoro

La Polena rientrerà prevedibilmente nel nostro Museo nel mese di Settembre.

 

Le notevoli spese del restauro sono sostenute dalla Società Premuda S.p.A. presieduta dal Dott. Alcide Ezio Rosina

 

 

La polena pronta per la coloritura

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Il Concorso di disegno tra le scolaresche che visitano il Museo, è stato ufficializzato, con l'approvazione del relativo bando.

 

Tutti i partecipanti riceveranno un simpatico ricordo del Museo e il lavoro premiato sarà esposto in posto d'onore per un mese.

cliccate qua per scaricare il bando

 

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